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Paolo Carta
  • Faculty of Law, Via Verdi, 53 -
    38122 Trento - Italy
  • +39 0461 283882
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Dans cette contribution, le travail sur les traductions des textes guichardiniens mené, «con buono e perspicace occhio», par Jean-Louis Fournel et Jean-Claude Zancarini est le point de départ d'une réflexion au sujet de la langue de... more
Dans cette contribution, le travail sur les traductions des textes guichardiniens mené, «con buono e perspicace occhio», par Jean-Louis Fournel et Jean-Claude Zancarini est le point de départ d'une réflexion au sujet de la langue de Guicciardini. Celle-ci puise ses racines dans les années de sa formation, à partir du langage du droit et de l'influence du milieu culturel savonarolien, mais évolue en totale consonance avec ces nouveautés léxicales qui surgissent à l'époque des « guerres d'Italie ».
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Strangely, philosophy has not given Francesco Guicciardini the same attention that Niccolò Machiavelli has received, although they both, from different perspectives and diverse backgrounds, focused their work on the very same object: the... more
Strangely, philosophy has not given Francesco Guicciardini the same attention that Niccolò Machiavelli has received, although they both, from different perspectives and diverse backgrounds, focused their work on the very same object: the search for a way to establish in Florence a «well-structured and well-ordered regime that enjoyed genuine liberty» and promote a true political life. Both men thought about this subject from the vantage point of their experiences and their fears. Both belonged to a generation which lived under the constant threat of war, as Machiavelli wrote to Guicciardini (3 January 1526): «Always, as far back as I can remember, war has either been going on or has been talked about». Each of them, in his own individual way, was an original scholar and had a great influence on the subsequent philosophical and political tradition. The reason behind Guicciardini's marginal position in the field of philosophical thought, may lie in the posthumous success of his work, due to the late discovery of some of his most influential writings, which included the Dialogo del reggimento di Firenze (Dialogue on the government of Florence) and the final draft of the Ricordi (Maxims), both published only in the second half of the 19th century. The popularity he gained in the 16th century, and which could have indeed affected the history of ideas, was limited to the Storia d'Italia (History of Italy, 1561) and the partial collection of his Ricordi (1576). Nevertheless, these two works did not fail to have a profound impact on political as well as historical and philosophical thought.
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(in Sardinia. Un'isola nell'immaginario anglo-americano, a c. di P. Carta, F. Falchi and G. Salice, Napoli, Editoriale Scientifica, 2016)
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American Literature, History, American History, Cultural History, Cultural Studies, and 56 more
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... 12 A questo proposito si veda H. Höpfl, Jesuit Political Thought. The Society of Jesus and the State, c. 1540-1630, Cambridge - New York - Melbourne - Madrid - Cape Town, Cambridge University Press, 2004, e sulle nunziature A. Koller,... more
... 12 A questo proposito si veda H. Höpfl, Jesuit Political Thought. The Society of Jesus and the State, c. 1540-1630, Cambridge - New York - Melbourne - Madrid - Cape Town, Cambridge University Press, 2004, e sulle nunziature A. Koller, I viaggi dei nunzi in area germanica, in ...
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L’umanesimo è un fenomeno distintivo e costante dell’intera storia culturale italiana, generatore di una visione del mondo che si compie e si rinnova incessantemente attraverso gli studi. La curiosità accompagnata dal metodo, la volontà... more
L’umanesimo è un fenomeno distintivo e costante dell’intera storia culturale italiana, generatore di una visione del mondo che si compie e si rinnova incessantemente attraverso gli studi. La curiosità accompagnata dal metodo, la volontà di oltrepassare le barriere tra diversi ambiti scientifici, sono solo alcune delle caratteristiche che contraddistinguono gli umanisti evocati nei saggi raccolti in questo volume. Calamandrei, Satta, Gramsci, Pigliaru, Trentin sono tutti esponenti esemplari dell’umanesimo italiano nel Novecento, personalità capaci di incidere in modo determinante sia negli studi che nella sfera pubblica. Dalle loro pagine giunge ancora forte l’invito a non smettere mai di amare il mondo più di noi stessi, e a lottare per difenderlo, anche attraverso un’educazione che promuova il dialogo costante tra saperi diversi, come la letteratura, la politica, il diritto, la filosofia, la scienza e l’arte. Una condizione che il loro specifico umanesimo considerava indispensabile per affinare il pensiero critico, per superare l’aridità dei formalismi, le comode e facili dicotomie nel diritto e nella politica.
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La Sardegna è la seconda isola del Mediterraneo. La Sardegna è anche un luogo metaforico, uno spazio immaginato, frutto maturo del policentrico dibattito intellettuale che, che tra età moderna e contemporanea, riscrive la mappa morale e... more
La Sardegna è la seconda isola del Mediterraneo. La Sardegna è anche un luogo metaforico, uno spazio immaginato, frutto maturo del policentrico dibattito intellettuale che, che tra età moderna e contemporanea, riscrive la mappa morale e del pregiudizio dell’Europa e del mondo intero.

Questo libro ricostruisce le trame intellettuali e istituzionali attraverso cui, tra XVIII e XX secolo, gli anglosassoni britannici e americani scoprirono la Sardegna, ne lessero la geografia umana e le strutture politico-economiche, filtrandole attraverso i pregiudizi e le suggestioni derivate dalla superiorità morale e civile che la narrativa delle élite di tutto il mondo attribuiva loro.

Il libro nasce dall’incontro e dal dialogo di studiosi con formazioni differenti, che affrontano la scoperta anglosassone della Sardegna da prospettive disciplinare diverse e complementari.
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Old books, full of mistakes, could still be useful to those who know how to read them. ​
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Padiglione 2 | Stand M 121
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Convegno di studi. Nuove prospettive degli studi italiani sulla Riforma protestante e i movimenti ereticali nell'età moderna. Firenze, 11-13 dicembre 2014
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È un dato che il consolidarsi delle nunziature apostoliche permanenti, si inserisca nel contesto dello sviluppo strutturale della Curia romana e della ripresa politica del papato dopo la crisi avignonese. Tuttavia, la loro affermazione... more
È un dato che il consolidarsi delle nunziature apostoliche permanenti, si inserisca nel contesto dello sviluppo strutturale della Curia romana e della ripresa politica del papato dopo la crisi avignonese. Tuttavia, la loro affermazione presso le maggiori corti europee, può essere compresa solo se osservata nel quadro più ampio della riorganizzazione delle relazioni interstatali, così come si configurano alle soglie dell’età moderna. In tal senso, come è stato ricordato, essa rappresenta «l’evolversi dell’autocoscienza del papato in rapporto allo sviluppo del mondo moderno». La nuova dimensione geopolitica dell’Europa richiedeva, infatti, l’istituzione di un’efficace rete di contatti reciproci e controllo tra i diversi paesi. Questa rete diplomatica, cui era legato il perseguimento di un equilibrio internazionale, assunse sempre più un carattere permanente, per far fronte alla progressiva rapidità e intensificazione dei rapporti tra stati. Le nunziature della Santa Sede furono, senza dubbio, al centro di questi processi e la loro introduzione, tra il XV e il XVI secolo, rivoluzionò il sistema delle relazioni tra le diverse corti e «l’osservatorio romano», così come l’intero impianto della comunicazione politica in ambito ecclesiastico.
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The purpose of this study is to show how Machiavelli used the words armato/disarmato (armed and unarmed) in his work and the way he played with words arme/armi, insegne or segni/arme (coat of arms and arms/signs and arms). It deals with... more
The purpose of this study is to show how Machiavelli used the words armato/disarmato (armed and unarmed) in his work and the way he played with words arme/armi, insegne or segni/arme (coat of arms and arms/signs and arms). It deals with the case of Savonarola as an unarmed prophet.
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Il grafico svizzero Jost Hochuli, nato a San Gallo nel 1933, è un designer del libro fra i più originali e innovativi nel panorama internazionale. I progetti da lui realizzati concorrono a definire un'estetica tipografica assolutamente... more
Il grafico svizzero Jost Hochuli, nato a San Gallo nel 1933, è un designer del libro fra i più originali e innovativi nel panorama internazionale. I progetti da lui realizzati concorrono a definire un'estetica tipografica assolutamente inconfondibile, che stabilisce, fra gli elementi ideali e materiali di cui un libro si compone, un rapporto inedito, modernissimo, ma privo di eccentricità gratuite, e sempre del tutto funzionale alla lettura e alla comunicazione onnicomprensiva dei diversi elementi del testo.
Nonostante la grande considerazione di cui gode ormai da tempo in tutto il mondo, in Italia la fama di Hochuli è circoscritta per lo più agli appassionati cultori di un settore così specifico come il design del libro. Con l'ABC di un tipografo, scritto e progettato dall'autore, Ronzani Editore intende colmare questa lacuna, e inaugura significativamente la colla «Typographica. Storia e culture del libro» proponendo in prima edizione italiana un testo esemplare per conoscere la raffinata idea di bellezza che caratterizza il lavoro del Maestro svizzero.
Il volume è strutturato come un vero e proprio abbecedario attraverso il quale l'autore ripercorre, in un sapiente gioco grafico di testo e immagini, la sua lunga vita dedicata alla progettazione di libri e alla tipografia. Nelle diverse voci dell'‘abbecedario' si alternano aneddoti e ricordi riguardanti i grandissimi personaggi del mondo del libro, della stampa, della calligrafia e del disegno delle lettere - da Adrian Frutiger a Alfred Fairbank, da Berthold Wolpe a Jan Tschichold a Max Bill - insieme a riflessioni sulle principali correnti artistiche e i grandi temi della grafica e della tipografia del Novecento - come “Bauhaus”, “Kitsch calligrafico”, “Leggibilità”, “Originalità”, “Moderno”, “Scuola” ecc. - che fanno di questo libro, secondo la definizione di Hochuli stesso, il suo “testamento tipografico”.
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Un saggio brillante, che si legge tutto d’un fiato; un raffinato esercizio filologico e intellettuale, che chiarisce al lettore perché ogni epoca, particolarmente nei suoi momenti di maggiore crisi politica, non possa fare a meno di... more
Un saggio brillante, che si legge tutto d’un fiato; un raffinato esercizio filologico e intellettuale, che chiarisce al lettore perché ogni epoca, particolarmente nei suoi momenti di maggiore crisi politica, non possa fare a meno di ritornare sulle pagine di Machiavelli, proprio a lui e a nessun altro. Judith Froemmer ci accompagna lungo un sentiero nel quale il pensiero politico incontra la storia dell’arte, la letteratura, la filosofia, con la freschezza e la semplicità di chi sa rendere accessibili le questioni più spinose e profonde. Il suo Machiavelli ‘arma’ l’umanesimo e lo rende efficace, donandogli quella vitalità e quella forza di cui era privo, esemplificate dal ritratto di David presentato nel Principe. Un ritratto che deve tanto al David di Michelangelo, scolpito su un “marmo male abbozzato” da altri scultori. Se la storia e l’antichità hanno la capacità di presentare al nostro mondo presente altre potenzialità e di farci considerare il nostro presente solo come una possibilità tra le altre, anche noi, come suggeriva Machiavelli, non dovremmo mai abbandonare l’idea che si possa riformare uno stato, sia pur lavorando su un ‘marmo male abbozzato’ da altri. Qui sta il segreto della perdurante attualità di Machiavelli, come ci mostra questo piccolo e prezioso volume.   

«Il David marmoreo di Michelangelo aveva letteralmente fatto vedere al Segretario fiorentino, a quel tempo occupato col reclutamento di una milizia civile, che da una materia informe si poteva ricavare un'opera ben riuscita»
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Traduzione di Verusca Costenaro Introduzione di Andrea Sirotti Nathalie Handal è una poetessa e scrittrice franco-americana nata da una famiglia palestinese di Betlemme. I suoi volumi più recenti includono The Republics, vincitore del... more
Traduzione di Verusca Costenaro
Introduzione di Andrea Sirotti
Nathalie Handal è una poetessa e scrittrice franco-americana nata da una famiglia palestinese di Betlemme. I suoi volumi più recenti includono The Republics, vincitore del Virginia Faulkner Award for Excellence in Writing e dell'Arab American Book Award, e Love and Strange Horses, vincitore del Gold Medal Independent Publisher Book Award. Insegna alla Columbia University di New York.
Canto Mediterraneo, tradotto dall'inglese da Verusca Costenaro e pubblicato per la prima volta in Italia, è «un viaggio poetico attraverso il mare della Storia», come nota Andrea Sirotti nella sua introduzione, «un viaggio soggettivo in cui l'individuo si mette in cerca dei propri elementi costitutivi riconoscendosi plurale, fluido e dialettico». Stratificazioni culturali in un tessuto metamorfico, dove l'anima apolide della poetessa rinviene le tracce di esperienze e destini comuni, tra il passato e il presente:
Forse non conosciamo nulla
di ciò che abbiamo intorno,
e lo sherry che beviamo
– fino, amontillado, oloroso –
ci riempie di ciò che non possiamo desiderare
troppo a lungo.
(Verso Jerez de la Frontera)
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Questo catalogo costituisce la prima monografia organica su Francesco Simoncini, ricostruita attraverso il materiale iconografico e documentario – in gran parte inedito – esposto nella omonima mostra di Bologna. Un libro che ripercorre le... more
Questo catalogo costituisce la prima monografia organica su Francesco Simoncini, ricostruita attraverso il materiale iconografico e documentario – in gran parte inedito – esposto nella omonima mostra di Bologna.
Un libro che ripercorre le innovazioni e i traguardi raggiunti da questo singolare personaggio del Novecento italiano. Imprenditore dalle idee innovative e progettista autodidatta di caratteri per la stampa, Simoncini ha testimoniato come pochi altri il valore di un approccio globale al progetto, dove estetica e funzionalità, umanità e ricerca sono tutti elementi equivalenti e indispensabili.
Nel progettare i propri caratteri, Simoncini si è sempre posto come obiettivi essenziali la chiarezza e la leggibilità. Questa attenzione, unita alle capacità imprenditoriali e alla diffusione della tecnologia Linotype, fece sì che a partire dagli anni Cinquanta i suoi caratteri ebbero largo impiego in ogni ambito della stampa in Italia: dal Delia, progettato per gli elenchi telefonici, al Garamond Simoncini, impiegato dalle edizioni Einaudi a partire dal 1960, e divenuto il carattere più emblematico e rappresentativo dell'editoria italiana del dopoguerra. E ancora oggi alcuni dei suoi caratteri, anche se creati per una tecnologia ormai obsoleta, sono noti e apprezzati in tutto il mondo.
Anche come imprenditore Simoncini si distinse per le sue iniziative originali, sempre attente a valorizzare il contributo dei collaboratori e dei dipendenti. Alla fine della guerra, era riuscito a trasformare la piccola officina paterna di riparazioni per Linotype in una grande industria internazionale per la progettazione e produzione di caratteri. La sua attenzione si estese anche al di fuori dell'azienda assumendo ruoli di rilievo in associazioni di settore e impegnandosi nella formazione dei giovani tecnici e nella standardizzazione della tecnologia
Il catalogo è arricchito dai contributi di Antonio Cavedoni, disegnatore di caratteri, e Elisa Rebellato, studiosa di storia dell'editoria. I loro saggi ripercorrono sia la vicenda biografica e imprenditoriale di Francesco Simoncini che l'analisi dei principali caratteri prodotti dalle Officine Simoncini.
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Eric Gill (1882-1940), è stato un artista inglese di rilievo, ma la sua fama internazionale è legata principalmente ai diversi caratteri da lui disegnati per la stampa, come il celeberrimo Gill Sans, il Perpetua o il Joanna, considerato... more
Eric Gill (1882-1940), è stato un artista inglese di rilievo, ma la sua fama internazionale è legata principalmente ai diversi caratteri da lui disegnati per la stampa, come il celeberrimo Gill Sans, il Perpetua o il Joanna, considerato uno tra i più bei caratteri in piombo del Novecento.
Fra gli scritti di Eric Gill sull'arte della stampa è noto in Italia An Essay on Typography (1936), tradotto nel 2005 da Lucio Passerini con il titolo Sulla tipografia per Sylvestre Bonnard, che sarà a breve riproposto dalle nostre edizioni. René Hague (1905 - 1981), genero di Gill, fondò con lui nel 1931 la stamperia Hague & Gill, di cui ha continuato a occuparsi fino al 1956.
Pubblichiamo per la prima volta in versione italiana due rari testi di Gill (Eating your Cake) e Hague (Reason and Typography), originariamente apparsi in riviste e poco noti anche nel Regno Unito.
Sono due scritti nei quali sia Gill che Hague affermano con forza la necessità di una tipografia fondata sulla razionalità, sulla semplicità, e sul rifiuto degli estetismi, lezione ancor oggi valida nonostante i cambiamenti sopravvenuti nel frattempo nella tecnologia grafica e nelle modalità di produzione degli stampati.
Questa edizione italiana inaugura, nell'ambito della collana «Typographica. Storia e culture del libro» di Ronzani Editore, la raccolta dei «Quaderni di tipografia», dedicata a brevi testi italiani e stranieri di rara reperibilità: piccole pubblicazioni di particolare accuratezza grafica, studiata di volta in volta per ogni singolo «Quaderno». Ad esempio, per questo Hague & Gill sulla stampa ci si è avvalsi del carattere Joanna nell'ultima, accurata versione digitale: il Joanna Nova, rilasciato dalla Monotype a fine del 2015. E per coerenza e in omaggio alle idee tipografiche di Gill, si è quindi adottata anche una composizione non giustificata, riservando una particolare attenzione agli spazi tra le parole.
Il «Quaderno» è stampato su carta Lux Cream avorio Stora Enso. La copertina, in carta Fabriano Ingres Cover color avana, è impressa con il torchio in carattere Bodoni Bauer corpo 36.
L'edizione esce in 250 copie numerate e cucite a mano.
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«Non si abbandonare mai», non rinunciare mai, mai smettere di sperare, perché è l'unico modo per opporsi alla fortuna avversa. Questa posizione etica riassume l'intera esperienza politica di Niccolò Machiavelli e rappresenta ancora oggi... more
«Non si abbandonare mai», non rinunciare mai, mai smettere di sperare, perché è l'unico modo per opporsi alla fortuna avversa. Questa posizione etica riassume l'intera esperienza politica di Niccolò Machiavelli e rappresenta ancora oggi il suo lascito più profondo e significativo, destinato a tutti coloro che, anche in tempi difficili, non intendono rinunciare alla possibilità di pensare e agire. L'idea sta all'origine del volume, che contiene tre importanti scritti machiavelliani, proposti nelle edizioni stabilite da Jean-Jacques Marchand: il Discursus florentinarum rerum (1520-'21); il frammento di una lettera al Cardinale Giulio de' Medici e la Minuta di provvisione, del 1522. In questi testi Machiavelli tenta di persuadere i Medici a rimettere in funzione le istituzioni repubblicane della città di Firenze e in particolare il Consiglio grande. Abolito nel 1512 dopo il rientro dei Medici, il Consiglio era e restava l'istituzione emblematica dell'esperienza repubblicana fiorentina iniziata nel 1494. Il saggio ampio e articolato di Jean-Claude Zancarini è un invito a riconsiderare la complessa vicenda storica nella quale maturarono il pensiero e le originali proposte politiche del Segretario fiorentino: un libro prezioso per chiunque desideri accostarsi anche alla politica di oggi con occhi sgombri da pregiudizi.
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Questi ‘ricordi di ascolto' di Alessandro Duranti si aprono con un lungo saggio su Maria Callas, che ripercorre l'intera carriera del grande soprano attraverso il punto di vista di chi ha potuto conoscerne le sublimi performances solo... more
Questi ‘ricordi di ascolto' di Alessandro Duranti si aprono con un lungo saggio su Maria Callas, che ripercorre l'intera carriera del grande soprano attraverso il punto di vista di chi ha potuto conoscerne le sublimi performances solo grazie alle registrazioni su disco. Una rassegna di interpretazioni commentata con passione e scrupolo informativo, non senza il rimpianto che un'artista come la Callas, in un'età ormai evoluta nel produrre dei documenti audiovisivi, abbia avuto il destino di esser tramandata attraverso registrazioni e filmati spesso mediocri. Con una scrittura affabile e piena di humour, Alessandro Duranti illustra le vicende di una voce leggendaria seguendo il filo dei suoi ricordi di finissimo ascoltatore, e riconduce le ragioni di un mito alla concretezza dei documenti sonori in cui esso continua a esistere.
Gli altri saggi raccolti nel volume raccontano, con vivace piglio divulgativo, lontano dal fastidioso gergo dei melomani e dal tecnicismo dei critici, l'arte dei principali compositori italiani dell'Otto-Novecento: Verdi, Puccini, Mascagni e tutti i principali autori della cosiddetta “opera verista”.
Alessandro Duranti ha insegnato per molti anni Letteratura Italiana all'Università di Firenze e al Middlebury College of Florence. Studioso di Boccaccio, Ariosto e Manzoni, ha pubblicato numerosi saggi mai raccolti in volume. È da molti anni redattore della rivista "Paragone" per la quale ha lavorato sotto la direzione di Anna Banti e Cesare Garboli. Questo è il primo libro dedicato ai suoi scritti di argomento musicale.
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A sessant'anni dalla scomparsa di Piero Calamandrei (Firenze 1889-1956), un padre tra i più persistentemente attuali delle istituzioni democratiche italiane, Ronzani Editore ripropone un suo libro da tempo introvabile, L'Avvocato e Il... more
A sessant'anni dalla scomparsa di Piero Calamandrei (Firenze 1889-1956), un padre tra i più persistentemente attuali delle istituzioni democratiche italiane, Ronzani Editore ripropone un suo libro da tempo introvabile, L'Avvocato e Il Segretario di Francesco Sansovino, pubblicato nel 1942 presso Le Monnier, nella collana “In ventiquattresimo” diretta da Pietro Pancrazi.
L'opera si configura come una curatela, con ampia introduzione critica, a due brevi trattati dell'umanista Francesco Sansovino, vissuto a Venezia nei decenni centrali del Cinquecento; ma l'appassionata intelligenza giuridica di Piero Calamandrei, insieme alle sue impeccabili qualità di scrittore, trasformano l'occasione erudita in una rilettura viva e polemicamente moderna delle pagine del Sansovino, incentrata nella ricerca di una rinnovata dignità per la professione forense, e nel continuo richiamo ai suoi fondamentaliprecetti “in sé così elementari e triti, che parrebbe perfino goffo invocarli: e che tuttavia in certi momenti sembrano riacquistare un accento eroico”.
La prefazione di Paolo Carta ripercorre la temperie culturale e il contesto storico da cui nasce questa originale operazione interpretativa di Calamandrei, e a un tempo le ragioni che gli hanno fatto riconoscere nel Sansovino un osservatore particolarmente acuto di una professione che già nel Cinquecento affrontava una crisi culturale e morale analoga a quella della nostra epoca.
Per chi si accinge alla professione di avvocato, o per chi già la pratica da tempo, L'Avvocato e Il Segretario di Francesco Sansovino costituisce una straordinaria testimonianza di fedeltà pedagogica allo studio e alla trasmissione delle conoscenze, ed è insieme, ricorda Silvia Calamandrei nella postfazione, “un elogio dell'avvocatura” e “una riflessione sugli intellettuali italiani di tutti i tempi”. Per gli appassionati di letteratura, pagine di sorprendente attualità in una lingua vitale e coinvolgente.
Con uno scritto introduttivo di Paolo Carta.
Postfazione di Silvia Calamandrei.
Nota archivistica di Francesca Cenni.
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ANNOUNCEMENT OF SELECTION: 35th cycle – academic year 2019/2020 The announcement of selection for the PhD Programme in “International Studies” 35th cycle (a.y. 2019/2020) is available on this webpage in the "Download" Box. Please note... more
ANNOUNCEMENT OF SELECTION: 35th cycle – academic year 2019/2020

The announcement of selection for the PhD Programme in “International Studies” 35th cycle (a.y. 2019/2020) is available on this webpage in the "Download" Box.

Please note that only the Italian version of the call is legally binding, the English version is provided for information only.

Announcement of selection: published on this webpage on March 26, 2019 and available in the "Download" Box.
Application online: available starting from March 27, 2019 (go to the Application)

Number of positions: 7

Number of 3-year-grants: 7

The scholarships are funded as follow:

n. 6 scholarships funded by the University of Trento;
n. 1 grant financed by the National Research Council (CNR) on the topic “The European Union: integration processes, enlargement and international role” in memory of Antonio Megalizzi.
The topic-specific grant is conditional to the execution of a particular research topic for which specific skills are required which will be verified in the selection process, during the oral examination.

Those interested in the topic-specific grant should carefully check the topic and required skillset indicated on the web page https://www.unitn.it/drsis/node/329/

Number of Supernumerary positions: 1 position reserved to candidates fulfilling the requirements stated by art. 20, par. 3 of the University Regulations regarding PhD Programmes.

Application’s deadline to participate in the selection: May 7, 2019, 16:00 (Italian time)

Candidates are warmly recommended to submit their application in advance. The University shall not be considered responsible for any dysfunctions due to technical problems and/or overload of the communication line and/or of the OS, for the loss of communication due to incorrect address details or late communication about possible change of address of the candidates, or for any other problem and delay due to third parties, unexpected cases or circumstances beyond one’s control.

Start of the Academic Year: November 1, 2019

Duration of the PhD Programme: 3 years

Official language: English

Examination’s schedule: it will be published as soon as available
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Application’s deadline to participate in the selection: May 24, 2018, 4:00 p.m. (Italian time)
Research Interests:
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The Ph.D. Programme in International Studies is characterized by a strong interdisciplinary approach in the disciplines at the core of international studies (mainly economics, law, sociology, and politics) as well as specific training in... more
The Ph.D. Programme in International Studies is characterized by a strong interdisciplinary approach in the disciplines at the core of international studies (mainly economics, law, sociology, and politics) as well as
specific training in the main discipline chosen for the Ph.D. thesis.
The Call 2017-18 is for 5 Ph.D. student scholarships, funded by the University of Trento
One funded by European Academy of Research (EURAC) Bolzano
Particular emphasis will be given to projects related to one of the research areas of the School of
International Studies (see link http://www.sis.unitn.it/159/research-at-the-sis ) or to the topic- specific
scholarship listed below.
Within the 33rd cycle, besides the general strand of interest of the School of International Studies in
‘Integration and disintegration of the European Union,' particular emphasis will be given to research projects
on the following subjects:
- Technology, Revolution in Military Affairs (RMA), and International Politics
- Bargaining, voting, and power in European decision-making processes
- ‘Complex’ commerce: disputed areas, embargos, and sanctions
- Cross-Border Co-operation, Sub-National Entities, and Multi-Level Governance – (funded by the European
Academy of Bolzano - EURAC Research)
For further information on issues and topics treated, see the list of faculty members' research interests.
Research Interests:
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Abstract_SI_33_ciclo.pdf
Bando_Studi_Internazionali_33_ciclo.pdf
Call_International_Studies_33_ciclo.pdf
Research Interests:
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623_15_PHD.pdf
Bando_SI_32_ciclo_ENG.pdf
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machiavelli_il_principe-2.pdf
letter_p-2.pdf
machiavelli_discorsi_sopra_la_prima_deca_di_tito_livio.pdf
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Si, depuis plusieurs décennies, les historiens, qu'ils soient médiévistes (J-C Schmitt, La raison des gestes, 1990), ou historiens de l'art (A. Chastel, Le geste dans l'art, 2001) ont attiré l'attention sur l'intérêt d'études concernant... more
Si, depuis plusieurs décennies, les historiens, qu'ils soient médiévistes (J-C Schmitt, La raison des gestes, 1990), ou historiens de l'art (A. Chastel, Le geste dans l'art, 2001) ont attiré l'attention sur l'intérêt d'études concernant la gestuelle, encore bien des recherches restent à mener en particulier dans le croisement entre ces deux systèmes sémiotiques différents que sont le langage verbal et un aspect particulier de celui du corps qu'est le geste. Contrôlé par la raison (gestus), désignant plus en général la mobilité du corps extériorisant celle de l'âme (motus), le geste à la fin de la Renaissance, peut aussi être un cenno (Giovanni Bonifacio, 1616), c'est-à-dire ni tout à fait un acte, ni tout à fait un geste, expression à peine ébauchée d'une « éloquence muette » et d'une « verve silencieuse » qui contraste avec la gesticulatio non maîtrisée, ou bien cultivé au cours de cette même période par exemple dans la commedia dell'arte. La Première Modernité s'interroge de multiples manières sur la grande diversité de ce langage qui peut tout aussi bien être naturel, non contrôlé, que construit, codifié ou longuement travaillé. De quelles manières, selon quels paramètres, avec quels objectifs s'interroge-ton alors sur ce mode de déchiffrement du monde qui, à travers des signes non verbaux directs, ou indirects, naturels ou élaborés en tant que moyens de communication, ou encore patiemment appris dans la perspective d'une maîtrise technique (du dessinateur au chirurgien en passant par le peintre, le danseur, l'acteur, l'ecclésiastique, le juriste, ou l'homme politique) ? Dans les limites chronologique du CIRRI (Paris 3) et de l'axe « Langages et savoirs de l'Eglise et de l'Etat XV e-XVII e siècles (Espagne, Italie) » du LER (Paris 8), nous tenterons d'apporter quelques réponses à ces questions, à partir de textes et d'images, dans une approche interdisciplinaire associant Italie, Espagne et France.
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La “Tavola ovale di storia moderna” è un ciclo di incontri seminariali pensati per favorire un confronto e uno scambio scientifico tra chi si occupa di storia moderna, uno spazio libero e informale di aggiornamento storiografico sulle... more
La “Tavola ovale di storia moderna” è un ciclo di incontri seminariali pensati per favorire un confronto e uno scambio scientifico tra chi si occupa di storia moderna, uno spazio libero e informale di aggiornamento storiografico sulle ricerche in corso.

29 settembre 2017 con Anna Bellavitis

Il seminario sarà l'occasione per riflettere su come come viveva una lavoratrice in una città dell’Europa moderna,  quali opportunità le si offrivano e quali barriere si opponevano alla sua carriera lavorativa e ancora quali attività poteva svolgere e a quali salari poteva aspirare. Con l'autrice si discuterà del recente volume "Il lavoro delle donne nelle città dell'Europa moderna", Roma 2016 che ricostruisce il ruolo di artigiane, commercianti, balie e prostitute, ma anche mercantesse, artiste, giornaliste e capitane d’industria, che ebbero un peso fondamentale nell’evoluzione economica della società europea, nonostante i molti limiti che leggi e tradizioni imposero alla loro libertà di azione e movimento.
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L'analisi dei lessici politici tra tardo medioevo e prima età moderna conosce negli ultimi anni una certa fortuna: in particolare le risorse discorsive di uomini come Machiavelli e Guicciardini, da sempre oggetto di peculiare attenzione... more
L'analisi dei lessici politici tra tardo medioevo e prima età moderna conosce negli ultimi anni una certa fortuna: in particolare le risorse discorsive di uomini come Machiavelli e Guicciardini, da sempre oggetto di peculiare attenzione post res perditas, vale a dire come linguaggi della riflessione politica, sono sempre più analizzati nel contesto della pratica di cancelleria e dell’uso quotidiano della politica. Le fonti diplomatiche – le crescenti, eloquentissime serie delle missive, con il corredo di minute, istruzioni, relazioni, rapporti, sommari e quant’altro che attorniano e completano i carteggi propriamente detti – offrono all’indagine un immenso campo di scavo, potenzialmente combinandosi con i cosiddetti carteggi interni, meno noti, in parte meno numerosi, senz’altro meno illustri.Nel contesto recente della duplice riconsiderazione della diplomazia rinascimentale e delle forme della costruzione dello stato, sto iniziando a lavorare sulle parole e sulle strategie discorsive della prassi politica a partire dai carteggi di tre cruciali uomini di stato fiorentini (Rinaldo degli Albizzi, Lorenzo de’ Medici, Francesco Guicciardini) sull’arco di un lungo Quattrocento che vada dalla fine del Trecento al primi decenni del Cinquecento. In questo primo seminario ‘esplorativo’, mi propongo di seguire le tracce di alcuni termini chiave per la comprensione dell’operare negoziale e della sua fissazione discorsiva scritta in testi volti non alla riflessione teorica, ma alla presa di decisione pratica e di vederne usi, sviluppi, eventuali trasformazioni. Si tratterà dunque di seguire l’uso delle costellazioni di termini legate agli atti di comunicare, ‘praticare’ (entrare in pratica), ragionare nei tre corpora epistolari di Rinaldo degli Albizzi, di Lorenzo de’ Medici e di Francesco Guicciardini.
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